IL WEB 2.0 È IL CENTRO DEL SISTEMA SOLARE?
IN TRENO DAL LATO “SBAGLIATO”
Il web 2.0? Poco tempo fa mi sono dovuta accostare a questo argomento che, però, conoscevo poco. Lì è iniziata la mia indagine. Procedendo tra curiosità e ricerche, mi sono ritrovata a fare un cammino a ritroso.
Avete presente quando siete in treno e siete seduti sul sedile contrario al senso di marcia? Camminate verso l’ignoto ma il vostro sguardo diventa sempre più ampio: vi trovate a guardare un panorama dal particolare al generale. Guardandolo sempre più da lontano diventa sempre più nitido. Allo stesso modo io, man mano che proseguivo, andavo sempre più sul generale, finché mi sono resa conto che era necessario chiarirmi le idee, innanzitutto, sul concetto generico del Web.
UN “POSTO” PER PARLARE DI TE
Per ripercorrere questo cammino a ritroso cominciamo dal blog, quello che dovrebbe rappresentare, su per giù, il nostro punto di arrivo poiché esso rappresenta il più tangibile e accessibile esempio di web 2.0.
Sin dall’inizio del web sono sempre esistiti home page e diari personali. Un blog non è altro che una home page personale nel formato di un diario. Una delle cose che ha fatto la differenza rispetto ad allora è una tecnologia che si chiama RSS.
Questa nacque nel 1997 dalla confluenza della tecnologia “Really Simple Syndication” di Dave Winer, utilizzata per pubblicare gli aggiornamenti del blog, e “Rich Site Summary” di Netscape, che consentiva agli utenti di creare home page personali con un flusso di dati aggiornati regolarmente. Con il tempo, la Netscape si interessò sempre meno al progetto, finché l’RSS divenne tecnologia esclusiva della Userland (di proprietà del solo Winer) che divenne pioniera nel settore del blogging. La tecnologia RSS consente di “abbonarsi” a una pagina, ricevendo un avviso ogni volta che questa viene modificata. Alcuni hanno definito questa tecnologia il “web incrementale” o “live web”.
WWW? ORA CE N’È PER TUTTI
La differenza dal concetto precedente di web? Cerchiamo di capire come esso fosse concepito originariamente. Il World Wide Web (www) è una rete di risorse di informazioni, basata sull’infrastruttura di Internet. Per rendere queste risorse disponibili al più vasto insieme possibile di utenti, si basa su tre meccanismi:
• Uno schema di denominazione per localizzare le risorse sul Web (ad es., gli URL).
• Protocolli, per accedere alle risorse sul Web (ad es., HTTP).
• Ipertesto, per una facile navigazione tra le risorse (ad es., HTML).
La data di nascita del WWW viene comunemente indicata nel 1991. Tuttavia l’idea era già nata nel 1989, presso il CERN di Ginevra. Alla base c’era il progetto, di Berners-Lee e Robert Cailliau, di elaborare un software per condividere la documentazione scientifica, migliorando la cooperazione tra i ricercatori dell’istituto. Si diede il via anche alla creazione di standard e protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori: il linguaggio HTML e il protocollo HTTP, quelli che oggi sono i meccanismi fondamentali che danno vita al web che noi conosciamo e sfruttiamo quotidianamente. Nel 1993 il CERN decise di mettere il WWW a disposizione del pubblico, rinunciando a qualsiasi diritto d’autore. La semplicità della tecnologia decretò l’immediato successo: presto il WWW divenne la modalità più diffusa al mondo per inviare e ricevere dati, facendo nascere quella che oggi è nota come “l’Era del web”.
SEI ANCHE TU CHE LO MIGLIORI
L’archetipo del Web 2.0 è Google. Questo è un motore di ricerca specializzato. Il suo fattore di successo nel campo delle ricerche è stato il PageRank, un metodo che utilizza la struttura dei link per fornire risultati di ricerca migliori. Per questo è rapidamente diventato il leader indiscusso di questo mercato. 
Insieme a Google, si sono rapidamente diffusi anche altri prodotti che fanno uso della stessa tecnologia e sfruttano l’intelligenza collettiva:
• eBay: questa società mette a disposizione un contesto in cui può svolgersi l’attività degli utenti.
• Amazon offre prodotti catalogati in base alle tipologie. Quando si effettua una ricerca in Amazon, come risultato si avrà sempre il “più popolare”: parametro calcolato basandosi sulle vendite e sul “flusso” intorno ai prodotti.
Molte delle società che hanno seguito queste intuizioni sono note a tutti gli utenti della rete, anche ai meno avvezzi:
• Wikipedia, un’enciclopedia online nella quale ciascuna voce può essere aggiunta o modificata da qualsiasi utente.
• Flickr e del.icio.us hanno fatto da pionieri per un concetto definito “folksonomia”: una categorizzazione dei siti che utilizza parole chiave liberamente scelte, definite tag, anziché categorie rigide.
C’è da tenere presente che le società che vantano i più grandi successi in Internet non pubblicizzano i propri prodotti. In particolare, se c’è un sito o un prodotto che si basa sulla pubblicità per farsi conoscere, questo non è certo il Web 2.0.
REALE O VIRTUALE?
Eccoci, alla fine del nostro “viaggio”, con le idee un po’ più chiare, almeno spero, su “questo grande universo che ci fa sentire tutti più vicini”.
Per tornare alla domanda principale: è vero che il web è il centro dell’universo? Dobbiamo ammettere che il web ha repentinamente cambiato tutte le abitudini di questa società. A differenza del web 1.0, però, il web 2.0 richiede una partecipazione più attiva da parte dell’utente; una partecipazione che, probabilmente, qualcuno sceglie ancora di rifiutarsi di offrire. Io, per il momento, scelgo di continuare a utilizzare ancora il web, e di riservare alla vita reale il tempo che si merita. Mi dovrei rassegnare ad accettare una realtà che prospetta un universo costituito da siti al posto dei pianeti, da forum al posto di tavole rotonde, da un sistema innovativo chiamato Web 2.0 al posto del Sole? No grazie, per il momento continuo a preferire il “reale e tangibile” al virtuale. Soprattutto le relazioni sociali: preferisco ancora instaurarle “a quattr’occhi” piuttosto che con una webcam.